La mia "Odissea"
Marciotto
" Ciao, siamo una coppia. Cerchiamo una persona discreta, affine a noi, per condividere momenti di complicità."
— La discrezione è fondamentale anche per me. Cosa vi piace condividere?
— Ci piace la complicità lenta, il gioco degli sguardi, il vedersi prima per capire se scatta l'intesa giusta. Ti andrebbe un primo incontro informale?
— Mi sembra il modo migliore. Che ne dite di andare al cinema? Un buon film, il buio della sala e zero pressioni.
— Idea perfetta. Scegli tu il film.
Decidemmo di vederci per la proiezione de L'Odissea. Arrivai al cinema con un leggero anticipo, comprai i tre biglietti per la fila centrale e li attesi nel foyer. Quando si avvicinarono, l'impatto visivo e la sintonia furono immediati. Dopo qualche battuta pronunciata a voce bassa per rompere il ghiaccio, ci avviammo verso la sala fortunatamente quasi vuota. Ci accomodammo nelle poltroncine in pelle, facendo sedere lei al centro, esattamente tra me e suo marito.
Lei era una donna dall'eleganza magnetica, con uno sguardo deciso e un sorriso enigmatico. Indossava un abito corto e leggero, di una stoffa scura che le scivolava morbida sui fianchi, lasciando scoperte le gambe nel buio e diffondendo una fragranza intensa, dolciastra e avvolgente. I capelli corti le scoprivano il collo, accentuando ogni sua reazione. Lui, al suo fianco, trasmetteva una presenza calma, disinvolta e controllata; di tanto in tanto si sporgeva verso di lei per sfiorarle la spalla o sussurrarle qualcosa all'orecchio, osservando i miei movimenti con un chiaro segno di intesa e complicità condivisa.
Con l'inizio della pellicola e il calare della penombra, le luci dello schermo proiettarono riflessi cangianti sui nostri volti, rendendo l'atmosfera nella fila quasi elettrica. Allungai il braccio sul bracciolo comune e, facendo scivolare le dita con lentezza, sfiorai la seta dell'abito e la pelle nuda della sua gamba. Lei mi lasciò fare. Risalii verso il ginocchio, procedendo adagio lungo la parte interna della coscia; continuai ad accarezzarla senza procedere oltre, alimentando il suo desiderio. Il contatto la fece sussultare per un istante e contrarre i muscoli, spingendola a schiudere piano le gambe e a far scivolare l'abito ancora più in alto.
A quel punto, proseguii verso la parte più intima. Con il mignolo le sfiorai la figa, scoprendo con sorpresa la totale assenza di intimo sotto il vestito. Continuai a esplorare quel calore improvviso, umido e travolgente, assecondando il ritmo sempre più affannato del suo respiro. Con il pollice iniziai a stimolarle il clitoride, spingendomi sempre più in profondità. Lei socchiuse gli occhi, si morse il labbro inferiore e reclinò il capo all'indietro contro il poggiatesta, lasciandosi andare a brevi sospiri e piccoli gemiti soffocati che venivano coperti dall'audio avvolgente del film. Ogni suo piccolo fremito si trasmetteva direttamente alla mia mano, mentre il suo bacino assecondava minuziosamente ogni sfioramento.
Oramai la stavo penetrando con le dita, aumentando il ritmo della masturbazione. Proprio nel momento di massima tensione e partecipazione, avvertii la mano di suo marito scivolare nell'oscurità del bracciolo opposto. Con dita calde e decise si sovrappose delicatamente alla mia, aumentando lievemente la pressione per guidare la frequenza del contatto e suggellando quel momento in un silenzioso, intimo e perfettamente sincronizzato gioco a tre. Capii che aveva raggiunto l'orgasmo sia dai gemiti, sia dalle contrazioni che avvertivo nitidamente sulla mano.
Poi le luci si accesero per la fine del primo tempo: non solo del film, ma della nostra storia....
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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